Il 25, 26 e 27 settembre 2026 andrà in scena nello Chapiteau del Teatro nelle Foglie di Pontremoli – per il Festival “La luna e il Falò” – la prima rappresentazione del lavoro che la compagnia Teatro nelle Foglie sta portando avanti insieme al Conservatorio Paganini di Genova, al professor Nicola Ferrari dell’Università di Genova, Dipartimento Diraas e all’artista visuale Davide Finazzi, in arte Sinapsi Videomapping Lab. Circus Palace è una riscrittura in chiave circense dell’opera Royal Palace di Kurt Weill, esito di un lavoro di ricerca che ha portato alla riscrittura dell’orchestrazione, andata perduta, da parte del professor Nicola Ferrari. Un’opera del 1926 che a 100 anni dalla scrittura torna in scena con la sua carica di originalità e sperimentazione, in una composizione che vede sette musicisti, dodici cantanti d’opera, cinque acrobati e un artista visuale, che creerà animazioni mapping in interazione con gli artisti e con la scenografia.
“Circus Palace” non si limita alla ripresa dell’opera, ma la esplora come testimonianza di una stagione in cui musica, gesto scenico e arti popolari dialogavano naturalmente. La compagnia Teatro nelle Foglie utilizza la concretezza dell’acrobatica aerea, del contorsionismo, dell’acrodanza e della manipolazione di oggetti come strumenti di lettura e traduzione scenica, mentre il lavoro del visual designer Davide Finazzi (Sinapsi VideoMappingLab) integra immagini e dispositivi scenici con le partiture ricostruite, valorizzando le intuizioni più moderne dell’opera e rendendola accessibile anche a un pubblico non specializzato.
Tutto compete a creare una lettura drammaturgica incarnata, coerente con la vocazione del circo a essere linguaggio trasformativo e profondamente umano. In questa prospettiva, il progetto assume un valore di continuità storica: così come negli anni Venti Weill guardava alle forme popolari, dal cabaret al cinema, per trasformarle in materiali di sperimentazione, “Circus Palace” rinnova oggi quello stesso impulso attraverso il linguaggio del circo. La sperimentazione che allora nasceva dai nuovi mezzi espressivi diventa oggi una ricerca sul corpo, sul movimento e sulle possibilità drammaturgiche dell’arte circense, in dialogo con tecnologie visive e modalità narrative attuali. Questa ricerca non si pone in contrasto con la tradizione, ma la assume, anzi, come punto di partenza, proprio come fece Weill reinterpretando forme popolari consolidate. Il progetto coniuga così innovazione e radicamento: utilizza tecniche della tradizione circense italiana e le trasforma in nuovi strumenti poetici. In questo equilibrio tra memoria e ricerca, “Circus Palace” continua idealmente la lezione di Weill, mostrando come il patrimonio delle arti popolari possa ancora generare nuove forme di comunicazione e nuovi immaginari. Intorno al nucleo performativo si sviluppa un programma culturale articolato: spettacoli, convegni, percorsi formativi per giovani artisti, attività divulgative.
La collaborazione con il Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova è essenziale: 7 giovani strumentisti, un coro femminile di 6 elementi e 7 cantanti, tutti under 30, guidati dai docenti del Dipartimento di Canto e Teatro Musicale (in particolare Francesco Barbagelata, Tiziana Canfori, Stefano Fantini, Claudio Ottino e Roberta Paraninfo) daranno voce a una riscrittura orchestrale in dialogo con la drammaturgia circense.
Parallelamente, il professor Nicola Ferrari dell’Università di Genova – attraverso i Dipartimenti DIRAAS e Lingue e Culture Moderne – coordina incontri dedicati alla letteratura e al paragone tra la storia del circo e quella dell’opera lirica.
“Circus Palace” è un progetto culturale il cui scopo è valorizzare l’identità del linguaggio circense e metterne in luce, in ambiente accademico e davanti al grande pubblico, il valore artistico.
L’ensemble è stato in residenza al TIQU, Teatro Internazionale di Quartiere di Genova, ad aprile e maggio e tornerà nei giorni 22 e 23 ottobre. Circus Palace ha vinto il bando Progetti Speciali 2026 del Mic.