Progetto Remondini
Tra i fondi musicali liguri, si deve annoverare, per l’unicità e l’interesse del materiale conservato, l’archivio-biblioteca del musicologo ed organologo genovese avv. Pier Costantino Remondini (1829-1893), pioniere della musicologia in Italia. Ubicato originariamente nel Palazzo Remondini in via Gramsci 1, dall’agosto 1990 è depositato presso la Biblioteca Franzoniana, che dopo un lungo periodo di chiusura dovuto a due trasferimenti ha riaperto nella nuova e definitiva sede, inaugurata nel 2008, presso il seicentesco complesso della Chiesa della Madre di Dio. Il lavoro di riordinamento e studio intrapreso nel 1981 prosegue tuttora. Fin dagli inizi degli anni ’90 del Novecento sono state pubblicate notizie su questo fondo musicale a cura di Maurizio Tarrini: “Une nouvelle source pour l’histoire de l’orgue et de la musique sacrée en Italie au XIXème siècle. Les Archives et la Bibliothèque de Pier Costantino Remondini à Gênes”, in «Fontes Artis Musicae», XXXVIII (1991), n. 4, pp. 319-323; “Una nuova fonte per lo studio della storia dell’organo e della musica sacra in Italia nel XIX secolo: Il fondo musicale “P.C. Remondini” nella Biblioteca Franzoniana di Genova”, in «Informazione Organistica», V (1993), n. 1, pp. 2-6; “Documenti, manoscritti e pubblicazioni di interesse organario e organistico nel fondo “Pier Costantino Remondini” della Biblioteca Franzoniana a Genova”, in «L’Organo», XXXIII (2000), pp. 3-108; “L’archivio-biblioteca di Pier Costantino Remondini: una fonte primaria per lo studio dell’organo e della musica sacra in Italia nell’Ottocento”, in “I suoni ritrovati”, Atti del Convegno – Monzuno (BO), 30 agosto 2008, a cura di Fabiana Ciampi, Lucca, Libreria Musicale Italiana, 2016, pp. 13-29. Il riordinamento dell’archivio-biblioteca non poteva però prescindere da una puntuale ricostruzione dell’attività scientifica di Pier Costantino Remondini attraverso i suoi scritti editi di argomento musicale, che per la prima volta sono stati riuniti in un volume: “Scritti musicali. Musica sacra, arte organaria, critica e bibliografia musicale (1874-1892)”, a cura di Maurizio Tarrini, Genova, Biblioteca Franzoniana, 2015 («Quaderni Franzoniani», XIX, n. 2), pp. 700. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web della biblioteca: www.bibliotecafranzoniana.it > Informazioni generali > Patrimonio archivistico. Per la stessa collana è in preparazione l’edizione dell’inventario dell’archivio musicale. Progetto iniziato nel 1981 e ancora in corso, a cura di Maurizio Tarrini.
Gruppo di lavoro interdiocesano per gli organi antichi
Istituito il 3 dicembre 2008 dall’allora Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria (attualmente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona), con sede presso la Soprintendenza stessa, il gruppo di lavoro per gli organi antichi delle diocesi di Acqui Terme e di Savona-Noli è stato creato per coadiuvare i funzionari di zona nell’azione di ispezione, di schedatura e di tutela del patrimonio organario. Oltre ai funzionari della Soprintendenza, il gruppo è costituito da: dott. Cristina Gamberini (Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, Diocesi di Savona-Noli), arch. Teodoro Cunietti (Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, Diocesi di Acqui Terme), prof. Maurizio Tarrini (Conservatorio di Musica “N. Paganini” di Genova, membro della Commissione per la tutela degli organi artistici della Liguria presso la Soprintendenza). I primi risultati di questa collaborazione sono confluiti nella pubblicazione “L’entroterra e il suo patrimonio artistico. Esperienze di valorizzazione e restauro”, Atti del convegno (Millesimo, 19 aprile 2009), a cura di Giannino Balbis, Carmelo Prestipino, Alfonso Sista, Millesimo, Comunità Montana “Alta Val Bormida”, 2010 (“I libri dell’olmo”, Collana di studi valbormidesi, 14), pp. 157-174 (Cristina Gamberini-Teodoro Cunietti, “La schedatura degli organi: descrizione, obiettivi e modalità di un progetto interdiocesano”); pp. 183-218 (Maurizio Tarrini, “Gli antichi organi della Val Bormida in provincia di Savona”); pp. 219-270 (Graziano Interbartolo, “L’organo Perolini-Romoli della Parrocchiale di Cosseria e l’organo F.lli Vittino della Parrocchiale di Millesimo. Relazione di restauro”). Un altro importante risultato è stato conseguito recentemente con l’esemplare recupero dell’organo della Parrocchiale di Rocchetta Cairo e della retrostante Ultima Cena, come si legge nel resoconto di Maurizio Tarrini, L’organo di scuola ligure (secoli XVII-XVIII) della Parrocchiale di S. Andrea apostolo in Rocchetta Cairo (SV) restaurato da Graziano Interbartolo e l’”Ultima Cena”, in «Arte organaria e organistica», XXIII (2016), n. 98, pp. 22-29. Progetto iniziato nel 2008 e ancora in corso, a cura di Maurizio Tarrini.
Progetto organari del rinascimento in Liguria
Il progetto “Organari del Rinascimento” in Liguria è finalizzato alla pubblicazione sulla rivista «L’Organo» (Pàtron ed., Bologna) dei documenti riguardanti gli organari attivi in Liguria nei secoli XV-XVI/inizi XVII. Frutto di una ricerca archivistica pluriennale sul territorio, non soltanto ligure, la pubblicazione è stata avviata su sollecitazione del dott. Oscar Mischiati († 2004), allora redattore e condirettore della rivista, a partire dall’annata XXXVI (2003), con la prima puntata dedicata a “Giovanni Torriano da Venezia” (pp. 107-225) seguita da: “II – Tiburzio De Fiechis da Asti” (XXXVII, 2004, pp. 169-185); “III – Tommaso Vitani da Brescia” (XXXVIII, 2005-06, pp. 217-243); “IV – Lorenzo Stanga da Cremona e Un organo di Vincenzo Colombi in S. Caterina a Genova” (XLVI, 2014, pp. 71-100). A queste puntate si deve inoltre aggiungere un altro studio correlato: Maurizio Tarrini, “Rapporti di parentela e di lavoro fra gli Stagnoli, i Vit(t)ani e Giorgio Spinola: documenti d’archivio”, in «Arte organaria italiana. Fonti documenti e studi», VII (2015), pp. 407-423. Progetto iniziato nel 2003 e ancora in corso, a cura di Maurizio Tarrini.
Progetto Piccaluga
Il progetto Piccaluga, coordinato da Maurizio Tarrini nel quadro delle attività promosse dall’Associazione Ligure per la Ricerca delle Fonti Musicali e dall’Associazione Musicale Antichi Organi Italiani, ha preso l’avvio nel 2008 – grazie ad un anno sabbatico concesso dal Conservatorio “N. Paganini” di Genova – culminando nella manifestazione inaugurale del restauro dell’organo costruito su committenza roveresca da Filippo Piccaluga (1719-1779) nella Cappella Sistina di Savona; manifestazione tenutasi l’8 ottobre 2009 e coronata dalla partecipazione di Gustav Leonhardt. I primi risultati di circa un anno di ricerche organologiche e storico-artistiche complementari ai lavori di restauro sono confluiti nella pubblicazione “Francesco Maria Della Rovere mecenate della musica. Gli organi di Filippo e Felice Piccaluga della Cappella Sistina e della Cattedrale di Savona (1762-67). La storia – Il restauro”, a cura di Maurizio Tarrini, Genova-Savona, Associazione Ligure per la Ricerca delle Fonti Musicali, 2009 (“Studi e fonti per la storia della musica in Liguria”, 8), lavoro che ha coinvolto restauratori, storici dell’arte e musicologi. È stato inoltre aperto un sito web dedicato (http://piccaluga.org) mentre ulteriori contributi sul celebre organaro genovese sono apparsi successivamente: Maurizio Tarrini, “La bottega organara di Filippo Piccaluga a Genova”, in «L’Organo», XLIII-XLIV (2011-2012), pp. 117-179. Nuove scoperte documentarie sono state oggetto di recente pubblicazione sulla rivista «Organi Liguri» (Agorà ed., Lugano). Il restauro in corso dell’organo Piccaluga 1772 della Parrocchiale di Spotorno (Savona), affidato a Graziano Interbartolo, offrirà certamente lo spunto per ulteriori acquisizioni ed approfondimenti. Progetto iniziato nel 2008 e ancora in corso, a cura di Maurizio Tarrini.
Progetto Roccatagliata-Ciurlo-De Ferrari
Il bicentenario della morte di Tommaso II Roccatagliata (1798-1998) ha rappresentato l’occasione per fare il punto su circa un ventennio di studi sulla scuola organaria ligure riunendo a Santa Margherita Ligure, sua città natale, gli studiosi che hanno contribuito a far luce su questa importante tradizione. Santa Margherita Ligure, infatti, fu per circa due secoli sede di una importante manifattura d’organi avviata nella seconda metà del ’600 dalla famiglia Roccatagliata e proseguita dai successori Ciurlo fino alla metà dell’800. Il capostipite di questa dinastia, Tommaso I Roccatagliata (1647-1735), fu collaboratore del celebre organaro e gesuita fiammingo Willem Hermans a Palermo, Roma e Orvieto tra il 1671 e il 1674. Grazie a due matrimoni che unirono dapprima le famiglie Roccatagliata e Ciurlo (1780), poi quest’ultima e i De Ferrari (1803), la tradizione organaria sammargheritese si protrasse ininterrottamente dalla seconda metà del XVII al primo quarto del XX secolo lasciando cospicue testimonianze in varie località della Liguria, nel basso Piemonte e in Corsica. Il 3 ottobre 1998 si è tenuta a Villa Durazzo una giornata di studio con la partecipazione di Oscar Mischiati, Giampero Buzelli, Giancarlo Bertagna, Maurizio Tarrini, Davide Merello, Sergio Chierici, Silvano Rodi, Sébastein Rubellin, i cui contributi sono stati pubblicati nel volume “Una dinastia di organari: i Roccatagliata-Ciurlo-De Ferrari di Santa Margherita Ligure (secoli XVII-XX)”, Atti della giornata di studio in occasione del bicentenario della morte di Tommaso II Roccatagliata (1798-1998), a cura di Maurizio Tarrini e Giancarlo Bertagna, Genova-Savona, Associazione Ligure per la Ricerca delle Fonti Musicali-Editrice Liguria, 2000 (“Studi e fonti per la storia della musica in Liguria”, a cura di Giampiero Buzelli, 5). Progetto iniziato nel 1998 e concluso nel 2000, a cura di Maurizio Tarrini.
Progetto Rossi
Di Giacinto Rossi (“de Rubeis”, 1724-1796), nativo di San Martino Paravanico, Comune di Ceranesi (Genova), fino a pochi anni fa si conoscevano soltanto qualche lavoro e qualche scarna notizia biografica. Le ricerche compiute tra il 2008 e il 2009 per la pubblicazione celebrativa del restauro dell’organo Piccaluga 1764 della Cappella Sistina di Savona, ed anche successivamente, hanno portato però al ritrovamento di numerosi documenti che contribuiscono a far luce anche su questa interessante figura di sacerdote-organaro attivo nella seconda metà del Settecento a Genova, nella Valle Polcevera, nel Ponente ligure, nel Piemonte meridionale e forse anche in Spagna. Oltre ai documenti d’archivio, sono stati individuati gli strumenti superstiti ed un probabile ritratto del Rossi su una portella dell’organo dell’Oratorio di S. Giovanni Battista a Pieve di Teco (1758). Con la collaborazione di Giancarlo Bertagna, Graziano Interbartolo e Cristina Gamberini è stato così possibile riunire i risultati delle ricerche in un numero monografico di «Organi Liguri» (Agorà ed., Lugano), VIII-IX (2011-2012) [stampa 2014], intitolato “Giacinto Rossi sacerdote organaro nella Paravanico del Settecento”. Il volume è stato presentato nel 2015 a Genova, Società Ligure di Storia Patria (Palazzo Ducale), 12 maggio; Mele (Genova), Parrocchiale S. Antonio abate, 17 maggio; Pieve di Teco (Imperia), Palazzo Comunale, 24 giugno; Circolo San Martino Paravanico, 9 agosto. Progetto iniziato nel 2008, in corso d’opera, a cura di Maurizio Tarrini.