Progetto Lorenzo Parodi (1856-1926)

Personalità di primo piano della vita culturale e musicale genovese e italiana tra Otto e Novecento, Lorenzo Parodi (Genova, 1856-1926) fu anche il primo bibliotecario e docente di Storia ed estetica della musica al Paganini dal 1906 al 1926. Compositore, docente, brillante conferenziere, traduttore e critico musicale, iniziò gli studi musicali nella sua città natale e poi li proseguì a Parigi sotto la guida dapprima di Ernest Guiraud (1827-1892), maestro di Claude Debussy, e poi di Jules Massenet (1842-1912). Parallelamente alla composizione svolse un’intensa attività pubblicistica sia in qualità di critico musicale e collaboratore di vari giornali italiani e francesi, sia in quella di direttore di testate («Il Paganini», «Rassegna internazionale di musica»). Un suo studio su La giovane scuola francese, tradotto in spagnolo e pubblicato a puntate nella «Gaceta Musical» di Montevideo, gli valse nel 1901 il titolo di officier d’académie da parte del console di Francia. Nel quadro delle attività di ricerca promosse dal Conservatorio, si è deciso di approfondirne la figura e l’attività di pubblicista e compositore dando avvio ad una ricognizione bibliografica, iniziando dal giornale genovese «Caffaro», relativamente al decennio 1900-1909, i cui risultati sono stati pubblicati da Maurizio Tarrini, Bibliografia di Lorenzo Parodi: gli articoli del «Caffaro», 1900-1909 (I), in «Il Paganini», 4 (2018), pp. 7-23. A questa prima puntata seguiranno gli spogli delle annate precedenti e successive del «Caffaro» nonché di altri periodici. Maurizio Tarrini

Progetto Antonio Corsi

Il ritrovamento, nell’Archivio di Stato di Genova, da parte di Luca Brignole, già allievo del Paganini, del contratto stipulato da Antonio Corsi (1744-1820) il 26 gennaio 1790, chiarisce definitivamente la paternità dell’organo dell’Oratorio di S. Giacomo Maggiore “della Marina” in Genova. Al documento è allegato un pregevole disegno ad acquarello di 335×485 mm. Lo strumento, di 14 registri (9 “di Ripieno” e 5 “di Concerto”) è tuttora esistente ma è purtroppo privo di tutte le canne metalliche, asportate forse durante l’ultimo conflitto mondiale. La scoperta è presentata dallo stesso Luca Brignole, con la collaborazione di Maurizio Tarrini per la ricerca storica sul Corsi, nell’articolo L’organo Antonio Corsi 1790 dell’Oratorio di S. Giacomo Maggiore “della Marina” a Genova, in «Arte organaria italiana», X (2018), pp. 353-367. Maurizio Tarrini

Progetto “Andar per Organi” 2017 – Organi a Genova

Il progetto “Andar per organi” è nato da una proposta dell’Editore De Ferrari e con il sostegno de “La Generale” con l’obbiettivo di far ascoltare la “voce” di quattro organi di differente epoca e natura, impiegati ognuno in una letteratura differente. Tra febbraio e marzo 2017 il Conservatorio ha realizzato quattro concerti d’organo su quattro strumenti diversi, due storici e due moderni, coinvolgendo due docenti (Matteo Messori e Luisella Ginanni), un allievo (Tomas Gavazzi) e un ex allievo (Fabrizio Fancello). Di questa rassegna è stato registrato un CD che offre una selezione dei brani eseguiti nelle quattro serate: un’antologia di esperienze stilistiche differenti, dal barocco tedesco, italiano e francese, alla produzione organistica genovese del Novecento (Bellando, Polleri, Gualco, Pedemonte). Il CD si accompagna ad una pubblicazione curata da Maurizio Tarrini, Organi a Genova. Personalità e strumenti dell’arte organaria ligure, Genova, De Ferrari, 2017 (ISBN 9788864059013), che oltre alle schede degli organi impiegati in concerto (Antonio Alari 1773 della basilica di S. Matteo; William George Trice 1890-Balbiani 1927/28 della basilica di S. Maria Immacolata; Dell’Orto & Lanzini 2005 del salone dei concerti del Conservatorio; Mascioni 1966 del santuario del Santo Bambino di Praga ad Arenzano) contiene i Lineamenti di storia organaria ligure dal XIV agli inizi del XX secolo. Il volume, di 104 pagine, è corredato da 62+3 illustrazioni, 4 tavole genealogiche, bibliografia, sitografia, discografia e indice degli organari. La presentazione si è tenuta a Genova il 30 novembre 2017, alle ore 17.00, nella chiesa di S. Torpete.

Educazione Musicale precoce e professionismo musicale

L’articolo compare in Caro Amadeus a cura di Roberto Iovino e Marta Musso (Frilli Editori, Genova, 2006). L’arte trasmessa ai figli è il retaggio fatale di ogni artista. D’altra parte non prevede ancora oggi la nostra Costituzione di assecondare gli studi dei figli secondo i loro desideri e le loro inclinazioni? Tutti siamo pronti a gettare la croce sulle spalle di Leopold Mozart, Johann van Beethoven, Antonio Paganini, Giuseppe Rossini accusandoli di aver obbligato rispettivamente Wolfi, Ludwig, Niccolò e Gioacchino a divenire musicisti forse anche obbligandoli e coercendoli. Ma se i nostri anziché fare i musicisti fossero divenuti ragionieri, osti o stallieri siamo sicuri che sarebbero stati soddisfatti? Potrebbe esservi qualcosa di peggio di un mondo senza le musiche di Mozart, Beethoven, Paganini e Rossini? Sì! Mozart, Beethoven, Paganni e Rossini senza il mondo della musica dentro di loro. Lo studio è stato condotto da Gian Enrico Cortese.

Il suono e la tecnologia

L’articolo è edito in Tecnologie per la Didattica a cura di Davide Parmigiani, (Franco Angeli, Milano, 2004). Quarto capitolo del volume che nelle sue linee generali affronta l’azione educativa dei mezzi multimediali visti in chiave antropologica, l’articolo «focalizza il rapporto fra suono e tecnologia unitamente al fatto che la musica ha sempre avuto bisogno di uno strumento per essere prodotta, l’autore – Gian Enrico Cortese, docente al Conservatorio di Genova e professore a contratto di Metodologia dell’educazione musicale presso la Facoltà di Scienze della Formazione – parte da un excursus storico per mostrare come la musica si sia sempre rapportata strettamente con le macchine: macchine per produrre suoni, macchine per comporre musica, fino a giungere alla macchina digitale la quale presenta opportunità inedite sia per il musicista professionista sia per l’educatore o l’insegnante» (D.P.). Dai congegni leonardeschi ai flötenhure settecenteschi, dall’Arca Musaritmica di Athanasius Kircher al computer vengono esplorate le notevoli possibilità che le machinae musicali hanno sempre offerto e che, nell’epoca contemporanea, offrono. Lo studio è stato condotto da Gian Enrico Cortese.

Simone Molinaro con il regesto dei documenti di archivio

Il lavoro è edito da Edizioni San Marco dei Giustiniani (Genova, 1999). La vita e l’opera del più importante musicista genovese del primo Seicento è stata affrontata alla luce dei più recenti documenti d’archivio al momento disponibili. Ne scaturisce una figura di uomo e di artista degna d’attenzione. La vita di Simone, la sua formazione musicale, la sua attività professionale, vengono inserite nell’ambito dell’ambiente culturale della Serenissima Repubblica di Genova. È cosa nota che nella Superba, in quel periodo, circolava molto denaro (“l’oro nasce in America, muore in Spagna ma viene seppellito a Genova”) cosa che la rendeva una piazza ricettiva e favorevole all’arte musicale. Numerosi musicisti passarono per la città o vi inviarono. Lo studio è stato condotto da Gian Enrico Cortese.

Appunti per un avvio al suono e alla musica

Il lavoro è introdotto da una prefazione di Vincenzo Lorenzelli ed è stato pubblicato come supplemento a Informazioni I.R.S.A.E. (Liguria n.16. Sagep, Genova 1992). L’ elaborato, della lunghezza di 96 pagine, «è basato su una ricerca sperimentale che si è svolta nel corso di tre anni nel Chiavarese, con l’intento di insegnare i rudimenti della musica ad un pubblico di neofiti … il lavoro qui presentato vuol essere inteso come un primo contributo concreto a testimonianza dell’impegno dell’I.R.S.A.E. Liguria per il potenziamento e lo sviluppo dell’educazione musicale della regione» (V.L.). Ad una prima parte introduttiva, che funge da lettura guidata al testo programmatico riguardante l’Educazione Musicale nei nuovi programmi della Scuola Elementare (oggi Scuola Primaria), fanno seguito 18 u.d. e un’ Appendice di filastrocche tratte dal repertorio infantile o composte dall’autore su difficoltà specifiche. Lo studio è stato condotto da Gian Enrico Cortese.

Iconografia Musicale nei pittori genovesi del Cinque/Seicento

Il lavoro è introdotto da una prefazione di Vincenzo Lorenzelli ed è stato pubblicato come supplemento a Informazioni I.R.S.A.E. (Liguria n.16. Sagep, Genova 1992). L’ elaborato, della lunghezza di 96 pagine, «è basato su una ricerca sperimentale che si è svolta nel corso di tre anni nel Chiavarese, con l’intento di insegnare i rudimenti della musica ad un pubblico di neofiti … il lavoro qui presentato vuol essere inteso come un primo contributo concreto a testimonianza dell’impegno dell’I.R.S.A.E. Liguria per il potenziamento e lo sviluppo dell’educazione musicale della regione» (V.L.). Ad una prima parte introduttiva, che funge da lettura guidata al testo programmatico riguardante l’Educazione Musicale nei nuovi programmi della Scuola Elementare (oggi Scuola Primaria), fanno seguito 18 u.d. e un’ Appendice di filastrocche tratte dal repertorio infantile o composte dall’autore su difficoltà specifiche. Lo studio è stato condotto da Gian Enrico Cortese.

Iconografia Musicale nei pittori genovesi del Cinque/Seicento

L’articolo è stato pubblicato in Musica a Genova tra Medioevo e Età Moderna (Associazione Ligure Ricerca Fonti Musicali, Genova, 1992). Si tratta di un corposo articolo facente parte degli Atti del Convegno di Studi svoltosi a Genova nell’aprile del 1989. Promosso dall’Assessorato Alla Cultura della Regione Liguria in collaborazione con la Società Italiana di Musicologia e la Giovane Orchestra Genovese, il convegno aveva un Comitato Scientifico composto da Gianfranco Vinay (presidente), Agostino Ziino, F.Alberto Gallo. L’inesplorato campo della ricerca iconografica circa l’ambiente musicale genovese cinque/seicentesco rappresenta un tipo di studio di profondo interesse poiché buona parte dei pittori genovesi di questo periodo mostra una competenza notevole che rende i soggetti rappresentati degni di studio musicale. Lo studio è stato condotto da Gian Enrico Cortese.

Progetto Remondini

Tra i fondi musicali liguri, si deve annoverare, per l’unicità e l’interesse del materiale conservato, l’archivio-biblioteca del musicologo ed organologo genovese avv. Pier Costantino Remondini (1829-1893), pioniere della musicologia in Italia. Ubicato originariamente nel Palazzo Remondini in via Gramsci 1, dall’agosto 1990 è depositato presso la Biblioteca Franzoniana, che dopo un lungo periodo di chiusura dovuto a due trasferimenti ha riaperto nella nuova e definitiva sede, inaugurata nel 2008, presso il seicentesco complesso della Chiesa della Madre di Dio. Il lavoro di riordinamento e studio intrapreso nel 1981 prosegue tuttora. Fin dagli inizi degli anni ’90 del Novecento sono state pubblicate notizie su questo fondo musicale a cura di Maurizio Tarrini: “Une nouvelle source pour l’histoire de l’orgue et de la musique sacrée en Italie au XIXème siècle. Les Archives et la Bibliothèque de Pier Costantino Remondini à Gênes”, in «Fontes Artis Musicae», XXXVIII (1991), n. 4, pp. 319-323; “Una nuova fonte per lo studio della storia dell’organo e della musica sacra in Italia nel XIX secolo: Il fondo musicale “P.C. Remondini” nella Biblioteca Franzoniana di Genova”, in «Informazione Organistica», V (1993), n. 1, pp. 2-6; “Documenti, manoscritti e pubblicazioni di interesse organario e organistico nel fondo “Pier Costantino Remondini” della Biblioteca Franzoniana a Genova”, in «L’Organo», XXXIII (2000), pp. 3-108; “L’archivio-biblioteca di Pier Costantino Remondini: una fonte primaria per lo studio dell’organo e della musica sacra in Italia nell’Ottocento”, in “I suoni ritrovati”, Atti del Convegno – Monzuno (BO), 30 agosto 2008, a cura di Fabiana Ciampi, Lucca, Libreria Musicale Italiana, 2016, pp. 13-29. Il riordinamento dell’archivio-biblioteca non poteva però prescindere da una puntuale ricostruzione dell’attività scientifica di Pier Costantino Remondini attraverso i suoi scritti editi di argomento musicale, che per la prima volta sono stati riuniti in un volume: “Scritti musicali. Musica sacra, arte organaria, critica e bibliografia musicale (1874-1892)”, a cura di Maurizio Tarrini, Genova, Biblioteca Franzoniana, 2015 («Quaderni Franzoniani», XIX, n. 2), pp. 700. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web della biblioteca: www.bibliotecafranzoniana.it > Informazioni generali > Patrimonio archivistico. Per la stessa collana è in preparazione l’edizione dell’inventario dell’archivio musicale. Progetto iniziato nel 1981 e ancora in corso, a cura di Maurizio Tarrini.

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