Gruppo di lavoro interdiocesano per gli organi antichi

Istituito il 3 dicembre 2008 dall’allora Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria (attualmente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona), con sede presso la Soprintendenza stessa, il gruppo di lavoro per gli organi antichi delle diocesi di Acqui Terme e di Savona-Noli è stato creato per coadiuvare i funzionari di zona nell’azione di ispezione, di schedatura e di tutela del patrimonio organario. Oltre ai funzionari della Soprintendenza, il gruppo è costituito da: dott. Cristina Gamberini (Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, Diocesi di Savona-Noli), arch. Teodoro Cunietti (Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, Diocesi di Acqui Terme), prof. Maurizio Tarrini (Conservatorio di Musica “N. Paganini” di Genova, membro della Commissione per la tutela degli organi artistici della Liguria presso la Soprintendenza). I primi risultati di questa collaborazione sono confluiti nella pubblicazione “L’entroterra e il suo patrimonio artistico. Esperienze di valorizzazione e restauro”, Atti del convegno (Millesimo, 19 aprile 2009), a cura di Giannino Balbis, Carmelo Prestipino, Alfonso Sista, Millesimo, Comunità Montana “Alta Val Bormida”, 2010 (“I libri dell’olmo”, Collana di studi valbormidesi, 14), pp. 157-174 (Cristina Gamberini-Teodoro Cunietti, “La schedatura degli organi: descrizione, obiettivi e modalità di un progetto interdiocesano”); pp. 183-218 (Maurizio Tarrini, “Gli antichi organi della Val Bormida in provincia di Savona”); pp. 219-270 (Graziano Interbartolo, “L’organo Perolini-Romoli della Parrocchiale di Cosseria e l’organo F.lli Vittino della Parrocchiale di Millesimo. Relazione di restauro”). Un altro importante risultato è stato conseguito recentemente con l’esemplare recupero dell’organo della Parrocchiale di Rocchetta Cairo e della retrostante Ultima Cena, come si legge nel resoconto di Maurizio Tarrini, L’organo di scuola ligure (secoli XVII-XVIII) della Parrocchiale di S. Andrea apostolo in Rocchetta Cairo (SV) restaurato da Graziano Interbartolo e l’”Ultima Cena”, in «Arte organaria e organistica», XXIII (2016), n. 98, pp. 22-29. Progetto iniziato nel 2008 e ancora in corso, a cura di Maurizio Tarrini.

Progetto organari del rinascimento in Liguria

Il progetto “Organari del Rinascimento” in Liguria è finalizzato alla pubblicazione sulla rivista «L’Organo» (Pàtron ed., Bologna) dei documenti riguardanti gli organari attivi in Liguria nei secoli XV-XVI/inizi XVII. Frutto di una ricerca archivistica pluriennale sul territorio, non soltanto ligure, la pubblicazione è stata avviata su sollecitazione del dott. Oscar Mischiati († 2004), allora redattore e condirettore della rivista, a partire dall’annata XXXVI (2003), con la prima puntata dedicata a “Giovanni Torriano da Venezia” (pp. 107-225) seguita da: “II – Tiburzio De Fiechis da Asti” (XXXVII, 2004, pp. 169-185); “III – Tommaso Vitani da Brescia” (XXXVIII, 2005-06, pp. 217-243); “IV – Lorenzo Stanga da Cremona e Un organo di Vincenzo Colombi in S. Caterina a Genova” (XLVI, 2014, pp. 71-100). A queste puntate si deve inoltre aggiungere un altro studio correlato: Maurizio Tarrini, “Rapporti di parentela e di lavoro fra gli Stagnoli, i Vit(t)ani e Giorgio Spinola: documenti d’archivio”, in «Arte organaria italiana. Fonti documenti e studi», VII (2015), pp. 407-423. Progetto iniziato nel 2003 e ancora in corso, a cura di Maurizio Tarrini.

Progetto Piccaluga

Il progetto Piccaluga, coordinato da Maurizio Tarrini nel quadro delle attività promosse dall’Associazione Ligure per la Ricerca delle Fonti Musicali e dall’Associazione Musicale Antichi Organi Italiani, ha preso l’avvio nel 2008 – grazie ad un anno sabbatico concesso dal Conservatorio “N. Paganini” di Genova – culminando nella manifestazione inaugurale del restauro dell’organo costruito su committenza roveresca da Filippo Piccaluga (1719-1779) nella Cappella Sistina di Savona; manifestazione tenutasi l’8 ottobre 2009 e coronata dalla partecipazione di Gustav Leonhardt. I primi risultati di circa un anno di ricerche organologiche e storico-artistiche complementari ai lavori di restauro sono confluiti nella pubblicazione “Francesco Maria Della Rovere mecenate della musica. Gli organi di Filippo e Felice Piccaluga della Cappella Sistina e della Cattedrale di Savona (1762-67). La storia – Il restauro”, a cura di Maurizio Tarrini, Genova-Savona, Associazione Ligure per la Ricerca delle Fonti Musicali, 2009 (“Studi e fonti per la storia della musica in Liguria”, 8), lavoro che ha coinvolto restauratori, storici dell’arte e musicologi. È stato inoltre aperto un sito web dedicato (http://piccaluga.org) mentre ulteriori contributi sul celebre organaro genovese sono apparsi successivamente: Maurizio Tarrini, “La bottega organara di Filippo Piccaluga a Genova”, in «L’Organo», XLIII-XLIV (2011-2012), pp. 117-179. Nuove scoperte documentarie sono state oggetto di recente pubblicazione sulla rivista «Organi Liguri» (Agorà ed., Lugano). Il restauro in corso dell’organo Piccaluga 1772 della Parrocchiale di Spotorno (Savona), affidato a Graziano Interbartolo, offrirà certamente lo spunto per ulteriori acquisizioni ed approfondimenti. Progetto iniziato nel 2008 e ancora in corso, a cura di Maurizio Tarrini.

Progetto Roccatagliata-Ciurlo-De Ferrari

Il bicentenario della morte di Tommaso II Roccatagliata (1798-1998) ha rappresentato l’occasione per fare il punto su circa un ventennio di studi sulla scuola organaria ligure riunendo a Santa Margherita Ligure, sua città natale, gli studiosi che hanno contribuito a far luce su questa importante tradizione. Santa Margherita Ligure, infatti, fu per circa due secoli sede di una importante manifattura d’organi avviata nella seconda metà del ’600 dalla famiglia Roccatagliata e proseguita dai successori Ciurlo fino alla metà dell’800. Il capostipite di questa dinastia, Tommaso I Roccatagliata (1647-1735), fu collaboratore del celebre organaro e gesuita fiammingo Willem Hermans a Palermo, Roma e Orvieto tra il 1671 e il 1674. Grazie a due matrimoni che unirono dapprima le famiglie Roccatagliata e Ciurlo (1780), poi quest’ultima e i De Ferrari (1803), la tradizione organaria sammargheritese si protrasse ininterrottamente dalla seconda metà del XVII al primo quarto del XX secolo lasciando cospicue testimonianze in varie località della Liguria, nel basso Piemonte e in Corsica. Il 3 ottobre 1998 si è tenuta a Villa Durazzo una giornata di studio con la partecipazione di Oscar Mischiati, Giampero Buzelli, Giancarlo Bertagna, Maurizio Tarrini, Davide Merello, Sergio Chierici, Silvano Rodi, Sébastein Rubellin, i cui contributi sono stati pubblicati nel volume “Una dinastia di organari: i Roccatagliata-Ciurlo-De Ferrari di Santa Margherita Ligure (secoli XVII-XX)”, Atti della giornata di studio in occasione del bicentenario della morte di Tommaso II Roccatagliata (1798-1998), a cura di Maurizio Tarrini e Giancarlo Bertagna, Genova-Savona, Associazione Ligure per la Ricerca delle Fonti Musicali-Editrice Liguria, 2000 (“Studi e fonti per la storia della musica in Liguria”, a cura di Giampiero Buzelli, 5). Progetto iniziato nel 1998 e concluso nel 2000, a cura di Maurizio Tarrini.

Progetto Rossi

Di Giacinto Rossi (“de Rubeis”, 1724-1796), nativo di San Martino Paravanico, Comune di Ceranesi (Genova), fino a pochi anni fa si conoscevano soltanto qualche lavoro e qualche scarna notizia biografica. Le ricerche compiute tra il 2008 e il 2009 per la pubblicazione celebrativa del restauro dell’organo Piccaluga 1764 della Cappella Sistina di Savona, ed anche successivamente, hanno portato però al ritrovamento di numerosi documenti che contribuiscono a far luce anche su questa interessante figura di sacerdote-organaro attivo nella seconda metà del Settecento a Genova, nella Valle Polcevera, nel Ponente ligure, nel Piemonte meridionale e forse anche in Spagna. Oltre ai documenti d’archivio, sono stati individuati gli strumenti superstiti ed un probabile ritratto del Rossi su una portella dell’organo dell’Oratorio di S. Giovanni Battista a Pieve di Teco (1758). Con la collaborazione di Giancarlo Bertagna, Graziano Interbartolo e Cristina Gamberini è stato così possibile riunire i risultati delle ricerche in un numero monografico di «Organi Liguri» (Agorà ed., Lugano), VIII-IX (2011-2012) [stampa 2014], intitolato “Giacinto Rossi sacerdote organaro nella Paravanico del Settecento”. Il volume è stato presentato nel 2015 a Genova, Società Ligure di Storia Patria (Palazzo Ducale), 12 maggio; Mele (Genova), Parrocchiale S. Antonio abate, 17 maggio; Pieve di Teco (Imperia), Palazzo Comunale, 24 giugno; Circolo San Martino Paravanico, 9 agosto. Progetto iniziato nel 2008, in corso d’opera, a cura di Maurizio Tarrini.

BORSE DI STUDIO GATM 2018-2019 Master di I livello in Analisi e Teoria Musicale (Università della Calabria)

BORSE DI STUDIO GATM 2018-2019 Master di I livello in Analisi e Teoria Musicale (Università della Calabria) Il Gruppo di Analisi e Teoria Musicale bandisce un concorso per l’attribuzione di n. 3 Borse di Studio finalizzate all’iscrizione al Master di I livello in Analisi e Teoria Musicale organizzato per l’A.A. 2018-2019 dall’Università della Calabria.Il concorso si rivolge a musicisti, interpreti, musicologi e studiosi che siano in possesso di una laurea o diploma universitario di durata almeno triennale, oppure di un diploma di vecchio ordinamento o diploma accademico almeno di I livello (triennio) rilasciato dai Conservatori e dagli attuali Istituti di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica o un titolo equipollente ottenuto in Italia o all’estero. Ciascuna delle Borse di Studio consiste in €. 750.00, pari alla metà della quota d’iscrizione al Master. Una delle Borse sarà preferibilmente assegnata a un partecipante che non abbia compiuto il 26mo anno di età alla data di pubblicazione del Bando del Master sul sito dell’Università della Calabria.[1]Le somme saranno versate come seconda rata a nome dei candidati prescelti direttamente alla Segreteria del Master presso l’Università della Calabria.[2] Come partecipare Per partecipare alla selezione occorre presentare una domandaindirizzata al Presidente del GATM, corredata dalla seguente documentazione: Dichiarazione sostitutiva di certificazione attestante (Allegato A): Elenco dei titoli di studio (laurea o diploma) con indicazione della data di conseguimento, dell’istituzione e della votazione finale (se il titolo conseguito ha previsto la discussione di una tesi finale, sintetizzarne l’argomento in max. 500 parole); Elenco di dottorati, master e corsi di perfezionamento post-laurea; Altri titoli culturali; Elenco dei titoli di servizio prestato, ad esempio come docente a tempo determinato o indeterminato o docente in progetti didattici con indicazione dell’istituzione (pubblica o privata), della classe di concorso e/o dei compiti svolti; Elenco numerato delle pubblicazioni a stampa o online, di composizioni, incisioni, concerti, contributi in convegni di argomento musicologico, fino a un massimo di 50 titoli complessivi.[3] Modulo firmato di consenso al trattamento dei dati personali e professionali (Allegato B). Copia del documento d’identità e del codice fiscale. Iscrizione e Scadenze La domanda e la documentazione richiesta dovranno essere inviate a mezzo email all’indirizzo [email protected], e non oltre, il 20 Novembre 2018, pena l’esclusione. La Commissione incaricata di valutare le domande indicherà i candidati idonei e formulerà una graduatoria, riservandosi di richiedere successivamente gli originali dei titoli e delle pubblicazioni dichiarati dai candidati. L’esito sarà comunicato entro il 22 Novembre. Per usufruire della Borsa è necessaria l’iscrizione al GATM. I candidati prescelti potranno tuttavia formalizzare l’iscrizione al GATM immediatamente dopo la comunicazione dell’esito e contestualmente chiedere l’ammissione al Master entro i tempi stabiliti dal Bando (29 Novembre 2018).Per agevolare il compito della commissione nella valutazione dei titoli, si raccomanda di attenersi strettamente all’utilizzo dei moduli allegati. Informazioni e Contatti Per informazioni: [email protected] Il bando del Master è stato pubblicato sul sito dell’Università della Calabria con scadenza 29 Novembre 2018, ed è disponibile all’indirizzo: http://www.unical.it/portale/concorsi/archivio_bandi.cfm?Q_TIP=Master&Q_TITOLO_B=Master Le borse di studio GATM sono incompatibili con l’attribuzione di analoghe borse di studio rilasciate dalle istituzioni che collaborano al Master (Fondazione Liszt, Fondazione Isabella Scelsi, Fondazione Antonio Manes). Nel caso in cui l’elenco dei titoli di cui al punto e) superi il limite fissato, la commissione valuterà solo i primi 50 titoli.

Master Universitario di I livello Analisi e Teoria Musicale (Quinta Edizione A.A. 2018-2019)

(Quinta Edizione A.A. 2018-2019) Promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria in collaborazione con il Gruppo Analisi e Teoria Musicale (GATM), e con Fondazione Istituto Liszt, Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Lettimi” di Rimini, Fondazione Isabella Scelsi, Fondazione Antonio Manes, Conservatorio di Musica di Salerno e Conservatorio di Musica di Pescara. Il Master di I livello in Analisi e Teoria Musicale, istituito nel 2013 dal GATM e attivato presso l’Università della Calabria, nasce dall’esigenza di fornire un aggiornamento dei profili professionali che si collocano sia nelle aree dell’insegnamento edello studio storico-musicologico sia nei settori dell’esecuzione, della composizione e della ricerca artistica. La Quinta Edizione (A.A. 2018-2019) presenta alcune modifiche importanti nell’offerta formativa. Tali modifichehanno lo scopo di rendere il corso più vicino al mondo della ricerca e più utileagli interpreti e ai musicisti pratici, nonché estendere il target dei possibili interessati anche ai settori dell’etnomusicologia, del jazz e della popular music. Nell’offerta formativa di quest’anno trovano postomolte discipline riguardanti questi repertori, unitamente allostudio degli aspetti analitici collegati alle pratiche performative centrate sull’estemporaneità e sull’oralità. Piano di studio L’offerta formativa del Master prevede 1500 ore di attività didattica e di studio individuale, che consentono l’acquisizione di 60 CFU. L’attività didattica èarticolata in “discipline di base” (12 CFU) e “discipline caratterizzanti” (29 CFU), da svolgersiin lezioni frontali (in4-5 Incontri di studiotenutia scadenza mensile) e in videoconferenze interattive.Le lezioni frontali si tengono nei luoghi delle istituzioni che collaborano al Master, a Salerno, Bologna, Roma, Pescara e talvolta Rimini. Ogni incontro comprende una ventina di ore e generalmente si svolge tra il venerdì pomeriggio e la domenica mattina (per consentire la presenza a tutti). Le videoconferenze (altre 90-100 ore) si tengono sul sito Adobe Connect e possono essere seguite in tempo reale oppure in differita in quanto il sistema le registra. Il piano di studio è completato da laboratori pratici, seminari e progetti finalizzati (12 CFU)e dalla tesi finale (7 CFU).Le lezioni sono svolte da professori e ricercatori universitari di ruolo, italiani e stranieri, da docenti degli Istituti AFAM e da studiosiesperti nei singoli settori. Domanda di ammissione Possono presentare domanda di ammissione al Mastercoloro che entro il giorno 30 Novembre 2018 o nei 30 giorni successivi siano in possesso di una laurea universitaria (vecchio ordinamento o triennale) o un diploma di conservatorio (vecchio o nuovo ordinamento) o un titolo equipollente.L’iscrizione al Master è incompatibile con l’iscrizione ad altri corsi di studio, ad eccezione degli studenti iscritti presso uno degli Istituti di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) che, a seguito del DM del 28 settembre 2011potranno iscriversi prevedendo un piano di studi biennalizzato. Su motivata richiesta da parte del candidato, il Consiglio Scientifico del Master può concedere di seguire i corsi secondo una modalità part-time, prevedendo una durata biennale ovvero una diversa periodizzazione degli esami e delle prove da sostenere. Borse di Studio Anche per questa edizione del Master saranno messe a disposizione diverse borse di studio: in particolare dalla Fondazione Istituto Liszt, dalla Fondazione Isabella Scelsi, dalla Fondazione Antonio Manes (rivolte a residenti in Provincia di Cosenza) edal Gruppo Analisi e Teoria Musicale(di cui una dedicata a giovani di età inferiore a 26 anni). I bandi di queste borse e le altre informazioni utili alla compilazione delle domande verranno inserite sul sito del GATM (http://www.gatm.it) e su quello dell’Università della Calabria(http://www.unical.it/portale/ateneo/amministrazione/aree/uocsdfpl/sdfpl/postlaurea/master/). Informazioni e Contatti Direttore del Master:Prof. Egidio Pozzi (Università della Calabria) Bando del Master: https://www.unical.it/portale/concorsi/archivio_bandi.cfm/?Q_TIP=Master&Q_TITOLO_B=Master Informazioni: [email protected]

Giuseppe Lazzari e l’organo di S. Giovanni Battista a Bastia in Corsica (1745)

La scoperta nell’Archivio di Stato di Genova di una copia del contratto per l’organo della chiesa di S. Giovanni Battista a Bastia in Corsica ha contribuito a far luce sul periodo genovese di Giuseppe Lazzari, la cui biografia è ancora in parte oscura. Nato a Chiavenna nel 1709, intorno agli anni ’40 del Settecento egli risulta residente a Genova: una scelta strategica che gli permette di raggiungere facilmente le tre isole mediterranee: la Corsica, Capraia e la Sardegna, dove si conservano ancora suoi strumenti. Dal 1747 si stabilirà in Corsica per trasferirsi poi nel 1761 in Sardegna, a Cagliari, dove morirà nel 1784. Il contratto del 1745 per l’organo di S. Giovanni Battista a Bastia è il più antico documento finora conosciuto della sua attività. Lo strumento, rimaneggiato pesantemente nell’Ottocento, è ancora esistente con la sua cassa originale nella chiesa di Saint-Charles a Bastia, che lo acquistò nel 1887, mentre in S. Giovanni Battista si può soltanto ammirare la bella tribuna costruita nel 1742. Tutta la documentazione è pubblicata nell’articolo di Maurizio Tarrini, La période génoise de Giuseppe Lazzari et l’orgue de Saint-Jean Baptiste à Bastia, Corse (1745), in «L’Orgue Francophone», revue de la Fédération Francophone des Amis de l’Orgue (FFAO), n. 56 (décembre 2017), pp. 40-53. A cura di Maurizio Tarrini

Bibliografia Organaria Italiana

Nell’ambito del patrimonio storico-artistico italiano, gli organi storici rappresentano una parte considerevole e per questo gran parte di essi sono tutelati dalla legge alla stregua di opere delle arti figurative, sulla base di precisi requisiti. L’azione di tutela, esercitata dalle Soprintendenze, richiede però una conoscenza dei beni da tutelare; conoscenza che si può acquisire attraverso i censimenti territoriali e la letteratura scientifica (ricerche storico-archivistiche, rilievi tecnici ecc.), così come avviene per qualsiasi altro manufatto di interesse storico-artistico. Tali conoscenze sono state sviluppate e approfondite principalmente da organologi e musicologi ossia da quegli specialisti ai quali le Soprintendenze ricorrono, non disponendo tuttora nei propri ruoli di personale adeguatamente formato in questo specifico settore. Dopo i pionieristici studi di Renato Lunelli (1895-1967), venticinque anni fa veniva pubblicata ne «Le fonti musicali in Italia. Studi e ricerche» (n. 6/1992) una Storia dell’organo italiano. Bibliografia (1958-1992), sotto la direzione di Arnaldo Morelli, nella quale le sezioni dedicate alla Liguria, Nizza e località limitrofe, Corsica, sono state curate da Maurizio Tarrini. Il notevole incremento, nell’arco di un quarto secolo, delle pubblicazioni scientifiche sull’argomento ha reso necessario un ulteriore aggiornamento per il periodo 1993-2016. Nel 2017 ha visto così la luce la nuova Bibliografia Organaria Italiana, realizzata da 24 collaboratori coordinati da Paolo Giorgi, edita dall’Associazione culturale “Giuseppe Serassi” di Guastalla, su CD-ROM allegato alla rivista «Arte organaria italiana. Fonti documenti e studi», IX (2017). La bibliografia si articola in aree geografiche e, come nella precedente versione, l’aggiornamento della sezione riguardante Liguria, Corsica e Nizza (sezione H) è stato curato da Maurizio Tarrini. Questa pubblicazione ha come principali destinatari le Soprintendenze, gli Uffici Beni Culturali Ecclesiastici delle diocesi, i restauratori, i musicologi, gli organologi e tutti coloro che operano a vario titolo nel campo dell’organo antico. Per i futuri aggiornamenti bibliografici è allo studio un database informatico accessibile online con possibilità di ricerca sulla base di filtri e criteri prefissati. Il progetto è a cura di Maurizio Tarrini

Cerca nel sito